L’anaffettività non è un vuoto di sentimenti, ma una corazza. Chi ne soffre non è incapace di provare emozioni: il problema è che non riesce a mostrarle, a tradurle in gesti, parole, vicinanza. II cuore c’è, ma vive sotto ghiaccio.
Da dove nasce il gelo:
Spesso l’anaffettività è il risultato di un apprendimento precoce in famiglie dove l’affetto non si esprimeva,
in contesti rigidi dove la vulnerabilità era vista come debolezza,
dopo esperienze di rifiuto, umiliazione o traumi, il corpo e la mente hanno imparato che “non mostrare è più sicuro”,
La distanza emotiva diventa quindi una difesa, non un difetto de carattere.
Cosa accade in terapia:
Un percorso terapeutico non inventa emozioni nuove. né forza una persona a cambiare pelle, Lavora invece su alcuni assi fondamentali:
1. Riconoscere la difesa Dare un nome alla chiusura, comprenderne il senso senza giudizio.
2. Collegare passato e presente Capire come i modelli familiari e le ferite abbiano plasmato il modc attuale di vivere i legami.
3. Risvegliare il corpo e le emozioni Notare segnali minimi – un gesto trattenuto, uno sguardo sfuggente – e reinserirli nel dialogo affettivo.

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