È un dolore sottile, difficile da spiegare: non è rabbia, non è tristezza, è la sensazione di non valere abbastanza da meritare spazio, attenzione, presenza. Chi vive questa esperienza porta dentro un segno profondo. Col tempo, può imparare a tacere, a ridurre i propri bisogni, a sorridere mentre dentro si spegne. Non perché non abbia nulla da dire, ma perché ha imparato che, anche quando lo fa, spesso non viene ascoltato. La conseguenza è devastante: ci si convince che il problema siamo noi, che la nostra voce non conta, che è meglio non disturbare. È cosi che nasce la solitudine più feroce: quella che si prova anche in mezzo agli altri. Ma la verità è un’altra: sei importante. Non è la tua voce a non avere valore: sono gli altri che non hannc saputo ascoltarla_ E quando trovi uno spazio dove I’ascolto è autentico, qualcosa cambia radicalmente. Ti senti visto, riconosciuto, accolto. La terapia è uno di questi spazi.
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